Presi dalla fretta e da mille impegni, non sempre abbiamo a disposizione il tempo necessario per consumare un pasto completo e la possibilità di consumare cibi salutari.

Può altresì capitare che frutta e verdura non siano tra i nostri cibi preferiti. Ecco perché molti si chiedono se gli integratori, che troviamo in commercio in varie forme, dalle polveri solubili alle compresse, siano effettivamente un alternativa valida al consumo di frutta e verdura.

Uno sbaglio molto comune, in primis, è quello di associare il termine “vitamina” ad un unica molecola. Per vitamina invece si intende un insieme di molecole con struttura chimica ed attività biologica simile. Forme diverse della stessa vitamina possono avere funzioni differenti ed essere assorbite con modalità diverse dal nostro organismo.

Per vitamina E ad esempio si intendono un insieme di composti liposolubili derivati dal 6-cromanolo. Se la catena di atomi di carbonio legata al 6-cromanolo è satura (senza doppi legami) parliamo di tocoferoli, se è insatura di tocotrienoli. Tra i primi l’alfa-tocoferolo è la forma più attiva della vitamina, ma il gamma-tocoferolo è quello maggiormente introdotto con la dieta. Negli integratori possiamo trovare l’alfa-tocoferolo in forma esterificata con acido acetico a generare tocoferil acetato. L’esterificazione del 6-cromanolo serve ad aumentare la sopravvivenza e prevenire l’ossidazione della molecola.

Nei comuni multivitaminici in genere ogni vitamina è rappresentata da un singolo composto mentre nella frutta e nella verdura abbiamo un profilo vitaminico più completo e sinergico accompagnato, tra l’altro, da altre sostanze benefiche quali fibre e minerali.

Gli integratori alimentari inoltre, come indica il termine stesso, servono ad integrare la nostra alimentazione ma non si possono intendere come sostituti di una dieta adeguata ed equilibrata.

Sostituire la frutta e la verdura con degli integratori è una buona idea? NO, non lo è. In ogni caso il consumo di frutta e verdura fresca di stagione è l’alternativa per eccellenza. L’integrazione può essere utile di fronte ad una particolare carenza o in situazioni in cui sia impossibile consumare una sufficiente quantità di frutta e verdura.

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