Nonostante negli ultimi anni lo stigma nei confronti delle malattie mentali sia diminuito e siano i genitori o i giovani stessi a chiedere esplicitamente aiuto, esiste ancora un gigantesco sommerso che non giunge alla diagnosi perché c’è sempre chi non ha il coraggio di chiedere aiuto, chi non ha consapevolezza di ciò che sta vivendo o chi tende a sottovalutare e chi non sa a chi rivolgersi…

I dati riportati da SINPIA (Società italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) sono allarmanti: il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di malattie mentali e disturbi neuropsichici.  

Sembra che la metà delle patologie psichiatriche esordisca prima dei 14 anni di età e le più diffuse sono: disturbi del neurosviluppo come il disturbo dello spettro autistico, paralisi cerebrale, epilessia, disturbi dell’apprendimento, ADHD (deficit d’attenzione) e disabilità intellettive. Ci sono poi i disturbi del comportamento alimentare, in particolare l’anoressia.

Dall’Università di Torino, un’indagine condotta presso i pronto soccorso di otto ospedali universitari italiani, dichiara che le visite neuropsichiatriche “urgenti” rispetto al 2018 sono aumentate del 50%. L’età media dei ragazzi portati nel reparto emergenza è inferiore ai 18 anni e il primo motivo di queste visite è la difficoltà a gestire i ragazzi a casa o a scuola per via della loro agitazione psicomotoria ed aggressività. La seconda causa è il rischio suicidario, i tentativi di suicidio risultano raddoppiati. Come terza causa dell’arrivo al pronto soccorso è l’anoressia.

PROBLEMI DI RISORSE

C’è una mancanza di operatori sanitari nel campo della salute mentale e la Sinpia, inoltre, fa presente che in Italia viene dedicata alla salute mentale circa il 3,4 per cento della spesa sanitaria complessiva a fronte del 10 per cento dei principali paesi ad alto reddito e sottolinea che quadri clinici manifestati nell’adolescenza rappresentano spesso l’evoluzione di condizioni già presenti in età infantile, non colte o non curate.

Si tratta di una vera e propria emergenza a cui non viene data la giusta importanza.

Bambini e adolescenti non sono adulti in miniatura, vanno studiati e curati a parte. Sono raccomandati interventi precoci e multidisciplinari diretti sul bambino e centrati sulla famiglia, come pure sulla scuola coinvolgendo gli insegnanti o nei luoghi di gioco del piccolo con gli esperti che indicano gli aspetti da modificare per aiutarlo a sviluppare le sue potenzialità.

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